Emblematico del movimento radicale italiano, Archizoom Associati è uno studio di design fondato nel 1966 a Firenze da quattro architetti: Andrea Branzi (1938), Gilberto Corretti (1941), Paolo Deganello (1940) e Massimo Morozzi (1941), ai quali si sono aggiunti nel 1968 due designer, Dario Bartolini (1943) e Lucia Bartolini (1944). Lo studio è stato attivo dal 1966 al 1974. Archizoom è il cuore dell'avanguardia nel design e nell'architettura. Il loro nome è un omaggio al gruppo architettonico britannico Archigram e richiama il mondo immaginario e popolare dei fumetti e della pop art.
Negli anni '70, gli architetti di...
Emblematico del movimento radicale italiano, Archizoom Associati è uno studio di design fondato nel 1966 a Firenze da quattro architetti: Andrea Branzi (1938), Gilberto Corretti (1941), Paolo Deganello (1940) e Massimo Morozzi (1941), ai quali si sono aggiunti nel 1968 due designer, Dario Bartolini (1943) e Lucia Bartolini (1944). Lo studio è stato attivo dal 1966 al 1974. Archizoom è il cuore dell'avanguardia nel design e nell'architettura. Il loro nome è un omaggio al gruppo architettonico britannico Archigram e richiama il mondo immaginario e popolare dei fumetti e della pop art.
Negli anni '70, gli architetti di Archizoom Associati vedevano il design come inseparabile dalla ricerca e dall'impegno politico in senso lato: L'architettura non era solo costruire case o, più in generale, cose utili.Significava esprimersi, comunicare, discutere, creare liberamente il proprio spazio culturale, basato sul diritto di ogni individuo di creare il proprio ambiente" (Andrea Branzi).
Archizoom associati si è distinto per il suo approccio critico al design e all'architettura, sfidando le convenzioni consolidate ed esplorando nuove forme di espressione. Hanno cercato di ampliare i confini del design traendo ispirazione dal contesto sociale, culturale e politico dell'epoca.
Con un approccio di realismo critico, il gruppo rifiutava le dottrine moderniste del XX secolo e il loro modello definitivo di società. Preferendo il mondo reale in tutta la sua complessità e le sue contraddizioni, Archizoom tende a privilegiare le ambientazioni situazionali che permettono all'utente di svolgere un ruolo attivo nel suo ambiente. Rifiutando i valori consumistici, i membri del gruppo usano la derisione per denunciare la crisi culturale delle società occidentali e il diffuso impoverimento della creatività.
Tuttavia, i disegni e i testi di Archizoom Associati sono più utopici che reali - una tendenza comune a tutto il Radical Designit. Alcune idee sono state comunque realizzate, come la poltrona "Mies", che esagera le caratteristiche della famosa sedia di Mies Van der Rohe al punto da sembrare inutilizzabile. Con i suoi pomposi "Letti da sogno", Archizoom fa la caricatura del kitsch dell'Art Deco e della Pop Art, oltre che del tanto decantato Bel Design: il cattivo gusto diventa parte del programma. Tra il 1966 e il 1973, Archizoom Associati produsse per Poltronova mobili modulari che trasmettevano messaggi liberatori e invitavano a una nuova autonomia nella gestione degli spazi (Divano Superonda, 1966 e Safari, 1967). I loro mobili e oggetti molto originali erano intrisi di umorismo e provocazione. Il loro lavoro era caratterizzato dall'uso di materiali non convenzionali e dalla ricerca di un'estetica nuova e audace.
Oltre a questi esperimenti di design, Archizoom sta sviluppando una ricerca sulla città, sull'ambiente e sulla cultura di massa. Il collettivo ha prodotto una serie di progetti emblematici che riflettono la loro visione radicale dell'architettura. Tra i più famosi c'è "No-Stop City", una proposta utopica per una megalopoli infinita, dove l'architettura si fonderebbe in un paesaggio urbano infinito. Questo progetto ha sfidato le idee tradizionali di urbanistica e pianificazione urbana.
Archizoom produsse numerosi testi critici e partecipò a molte mostre, contribuendo a diffondere le sue idee radicali: Superarchitettura (1966), la XIV e la XV Triennale di Milano (1968 e 1973) e la mostra ''Italia: the New Domestic Landscape", organizzata da Emilio Ambasz al MoMA di New York (1972), dove l'agenzia presentò una stanza vuota abitata dalla voce di una bambina.
In crisi nel 1972, il gruppo si sciolse nel 1974, dopo aver contribuito a fondare la cooperativa di architetti e artisti Global Tools a Firenze, che ebbe vita breve.Global Tools (1973-1975), una contro-scuola di architettura e design che difendeva il libero sviluppo della creatività individuale.Le idee del gruppo furono perpetuate, anche se senza le stesse implicazioni politiche, in successivi movimenti anti-design: Alchimia e Memphis.
Gli archivi del gruppo sono oggi conservati presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione Università degli Studi di Parma, il Centre Georges Pompidou di Parigi e il FRAC di Orléans. Una copia del divano Safari si trova nelle collezioni del Centre Pompidou.
Paese : Italia