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Promo semaine du mobilier MOB18
Memphis Milano

Memphis Milano

 Vero fenomeno culturale degli anni '80, Memphis ha rivoluzionato la logica creativa e commerciale del mondo del design. Nel 1980 a Milano, Ettore Sottsass si circonda di giovani designer come Matteo Thun, Aldo Cibic, Michele De Lucchi e Barbara Radice. Insieme definiscono il linguaggio formale e colorato di Memphis. Il nome del gruppo deriverebbe da una canzone di Bob Dylan, "Stuck inside of Mobile with the Memphis Blues again" più volte ascoltata durante una serata invernale passata fra amici a casa di Ettore Sottsass. Sottsass riunisce fin dall'inizio le condizioni del suo successo ottenendo l'appoggio finanziario del padrone di Artemide, Ernesto...

 Vero fenomeno culturale degli anni '80, Memphis ha rivoluzionato la logica creativa e commerciale del mondo del design. Nel 1980 a Milano, Ettore Sottsass si circonda di giovani designer come Matteo Thun, Aldo Cibic, Michele De Lucchi e Barbara Radice. Insieme definiscono il linguaggio formale e colorato di Memphis. Il nome del gruppo deriverebbe da una canzone di Bob Dylan, "Stuck inside of Mobile with the Memphis Blues again" più volte ascoltata durante una serata invernale passata fra amici a casa di Ettore Sottsass. Sottsass riunisce fin dall'inizio le condizioni del suo successo ottenendo l'appoggio finanziario del padrone di Artemide, Ernesto Gismondi, l'aiuto di Mario e Brunella Godani (proprietari della Design Gallery Milano) e dell'ebanista Renzo Brugola.

Memphis ha abolito i limiti creativi precedentemente dettati dall'industria e ha imposto al design nuove forme, nuovi materiali e nuovi motivi. L'idea era quella di mettere fine al diktat post-Bauhaus del "good design" che si è imposto nell'immediato dopoguerra. Finita la dittatura del funzionalismo puro e duro, del metallo cromato, del vetro fumé e del bianco e nero. Una prima collezione nasce nel 1981 ed ha un effetto bomba: colori esplosivi, proliferazione di decorazioni, coraggiose asimmetrie, mobili verticali come totem... Non si era mai visto nulla di simile... Immediatamente Memphis diventa il label sovversivo del design italiano, cancellando gli anni '70 e catapultando a zigzag gli anni '80 nell'universo stravagante e colorato del cinema, dei fumetti, della pop art. È una rivoluzione: il design, fino ad allora confinato negli show-room, invade i media, scatena passioni e vocazioni.  
Lontane dal saggio compromesso del design industriale, le creazioni Memphis sono, secondo Sottsass, ‘’più colorate, più allegre, più ottimiste, più umoristiche’’. Si mostrano con una policromia decisa, con rivestimenti insoliti e associazioni contradditorie di materiali. I laminati decorativi della società Abet Laminati, materiale ideale perché non legato alla coltivazione, permettono di creare oggetti espressivi. Correntemente utilizzata nelle cucine, nelle stanze da bagno, la texture di questi laminati stratificati dà un carattere volutamente kitch e ironico ai mobili. In questo modo il movimento Memphis è diventato il simbolo mitico del Nuovo Design" e la sua influenza continua ancora in tanti domini.

Memphis fa del design un fenomeno mediatico rivolto a una comunicazione visiva spettacolare. Seguito con interesse dall'estero il movimento diventa internazionale grazie all'intermediazione di vari designer: Nathalie Du Pasquier in Francia, Javier Mariscal in Spagna, Hans Hollein in Austria, Shiro Kuramata in Giappone, Michael Graves e Peter Shire negli Stati Uniti.

Senza mai orientarsi verso una vera produzione industriale, gli oggetti Memphis, prodotti in serie limitate, cercano di sfuggire alla banalità del quotidiano. Diventano rapidamente il simbolo evidente di un nuovo stile di vita riservato però a un'élite. Ferro di lancia del Neo design, questo gruppo segna a lungo gli animi e l'universo della moda, della grafica e della pubblicità.

Come la libreria Carlton o il mobile totem Casablanca, l'armadio Beverly fa parte delle creazioni insostituibili di Memphis per chi punta all'originalità. La maggior parte dei mobili rispondono infatti a nomi che suscitano in ciascuno di noi un mondo immaginario. A questo si aggiunge l'effetto sorpresa che sta essenzialmente nella forma e nei materiali utilizzati.
Più di 20 anni dopo la fine del movimento, la società Memphis continua ad esistere, acquistata nel 1996 da Alberto Bianchi Albrici, il suo attuale proprietario. Continua a produrre in maniera artigianale i pezzi storici disegnati dai designer e dagli architetti diretti da Ettore Sottsass.  Il catalogo Memphis comprende diverse collezioni fra cui Memphis Milano che raggruppa una cinquantina di referenze storiche create dal 1981 al 1988. Nonostante questi pezzi siano editi in serie, restano l'oggetto prediletto per i collezionisti appassionati d'architettura.
 


Paese :

Italia

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